Roma 1550 – 1600. Repertorio della Pittura

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Patrizia Tosini

Repertorio della pittura
del secondo Cinquecento a Roma

Repertorio della pittura del secondo Cinquecento a Roma

Da anni manca alla letteratura artistica un repertorio sistematico sulla pittura del secondo Cinquecento a Roma, un’epoca di straordinaria rilevanza per la produzione figurativa, a cui finora non è mai stato dedicato uno studio antologico che abbracci, in uno sguardo complessivo, i moltissimi artisti operanti nella città pontificia nell’età del Controriforma. Questi protagonisti della Maniera, relegati per molti anni in un limbo critico, dai tempi del celebre saggio di Hermann Voss sulla pittura del tardo Rinascimento a Roma (1920) e solo in parte riscattati nel corso dell’ultimo Novecento, rappresentano invece un imprescindibile snodo per la cultura artistica romana, specchio multiforme delle tendenze artistiche regionali e dell’intersecarsi dei linguaggi pittorici tardorinascimentali. La presenza di papi provenienti da diverse regioni d’Italia, la splendida fioritura delle committenze laiche ed ecclesiastiche, la nascita del collezionismo pittorico, le trasformazioni in chiave moderna della città, la fondazione di grandi complessi chiesastici, fecero sì che nell’arco di cinquant’anni, dal 1550 al 1600, si moltiplicassero a Roma le personalità artistiche provenienti da ogni parte della penisola, oltre che dal mondo d’oltralpe, toccando risultati di straordinaria varietà linguistica e di sorprendente vivacità espressiva. Sulla linea di un rinnovato interesse della Ugo Bozzi editore per la pittura del Cinquecento (che ha visto la recente pubblicazione delle monografie su Paul Bril e Girolamo Muziano), questo volume vuole dare conto delle più significative presenze a Roma nell’arco di tempo che va dal pontificato di Giulio III (1550-1555) a quello di Clemente VIII (1592-1605), in quel mezzo secolo che vide l’evoluzione e l’ultima stagione del Manierismo, sino alla comparsa dei grandi innovatori del secolo successivo, Caravaggio e i Carracci. Si incontrano dunque riuniti per la prima volta in questo volume artisti marchigiani (Barocci, Lilio, Cati, gli Zuccari), toscani (De’ Vecchi, Alberti, Circignani, Roncalli, i fratelli Zucchi), siciliani (Laureti), laziali (Baglione, Cavalier d’Arpino, Pulzone) lombardi (Muziano, Pozzo, Ricci), emiliani (Agresti, Fontana, Raffaellino da Reggio, Fenzoni), umbri (Nebbia, Nucci), i quali hanno incrociato i loro destini professionali nella Città Eterna, segnandone profondamente l’orizzonte artistico. Il repertorio – dotato di un ricco apparato fotografico a colori e in bianco e nero – traccerà i profili dei maggiori pittori della Maniera operanti a Roma, attraverso il dialogo tra opere di committenza pubblica e dipinti di destinazione privata, pittura ad affresco, pale d’altare e quadri di cavalletto, con l’intento di dare conto di opere note, ma anche inedite o meno conosciute al pubblico. L’obiettivo ambizioso è quello di realizzare un vero e proprio strumento di ricerca e consultazione per studiosi, collezionisti, professionisti del mondo dell’arte o semplici appassionati.