Bernini Pittore

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Francesco Petrucci

Bernini Pittore

dal disegno al maraviglioso composto

pagine: 500

illustrazioni: 100 a colori - 330 in b/n

rilegatura: cartonato con cofanetto

ISBN: 88-7003-042-3

Disponibilità: esaurito

260 EUR

Bernini Pittore

La monografia indaga uno dei settori meno noti della vasta e poliedrica produzione berniniana, quello della pittura, nel più generale contesto della omogeneizzazione del linguaggio delle arti, attraverso dipinti eseguiti direttamente da Bernini e l’inserimento di opere pittoriche nelle sue fabbriche sotto la sua guida costante. L’artista vide infatti nel “bel composto” o “maraviglioso composto” il motivo conduttore di quella sua “unità delle arti visive” sempre strenuamente perseguita. Gli studi berniniani avevano conosciuto in pittura un punto di ferma, limitati alla produzione ritrattistica per le possibilità di confronto solo in questo genere, partendo dai pochi autoritratti noti. Soltanto sistematiche indagini documentarie, il collegamento con la scultura e la produzione grafica, unitamente ad una analisi comparata su quanto veniva prodotto a Roma nel Seicento nel campo della pittura, con approfondimenti particolari sugli artisti “berniniani”, poteva favorire quell’ulteriore salto di connoisseurship che ha portato l’autore alla riscoperta di “quadri di figura”, peraltro ricordati da fonti e documenti. D’altro canto non si può parlare di ritratti dipinti berniniani senza conoscere a fondo la ritrattistica romana del Seicento, argomento cui Petrucci ha dedicato in maniera sistematicamente quasi vent’anni di studi, tanto da essere ritenuto il massimo specialista sull’argomento a livello internazionale. Sono presenti in catalogo opere note, meno note e alcuni importantissimi inediti documentati, provenienti dagli eredi Bernini, dalla collezioni Barberini o dalle raccolte medicee. Il libro si avvale di un repertorio iconografico vastissimo a tutto campo, che spazia dai disegni, alle sculture, ai dipinti di artisti contemporanei, che influenzarono, dialogarono o che subirono l’influsso della stella polare del barocco, volendo evidenziare la portata della rivoluzione berniniana anche nello specifico: quello della nascita sotto i suoi auspici di una “pittura scultorea”, motivo distintivo della pittura romana del Seicento e Settecento. Particolare attenzione viene riservata nella monografia all’opera di seguaci come Abbatini, Pellegrini, Borgognone, Baciccio e Gimignani. Il rigore di Petrucci nell’affrontare un argomento così problematico e difficile, è dimostrato dal catalogo dei dipinti, atipico e senza precedenti nel settore, suddiviso tra opere autografe, proposte attributive, opere dubbie e di incerta attribuzione, opere perdute.

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